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Comunicato del GRUPPO CONSILIARE PARTITO DEMOCRATICO TODI
Gli avvisi per il saldo della Tari del 2022, con i numerosissimi casi di conguagli esosi chiesti ai cittadini tuderti in questi giorni, svelano tutta l’infondatezza del trionfalismo del sindaco Ruggiano e dell’assessora Baglioni sulla gestione finanziaria comunale della nettezza urbana.
A parità di servizio, infatti, sono stati approvati aumenti tariffari che hanno penalizzato fortemente le famiglie monocomponenti e chi possiede abitazioni di superficie ridotta (dove, per quanto riguarda la tariffazione, la parte variabile è maggioritaria rispetto a quella fissa).
Ora che quest’anno, dunque, non ci sono più i fondi Covid del governo nazionale a sterilizzare e a nascondere gli aumenti della Tari, le politiche inique e fiscalmente regressive della Giunta Ruggiano vengono alla luce in tutta la loro pericolosità nei confronti dei ceti più deboli.
Come Gruppo Consiliare del Partito Democratico depositeremo – in stretto coordinamento con le altre forze di opposizione – una circostanziata interrogazione per approfondire la gestione finanziaria della politica dei rifiuti da parte del Comune di Todi, registrando per l’ennesima volta come la propaganda ossessiva del sindaco Ruggiano frani miseramente davanti ai veri problemi delle persone.
Comunicato del Partito Socialista Italiano – Sez. G. Matteotti
“Stiamo assistendo in Umbria alla devastazione della Sanità Regionale”. Non sono le parole dell’opposizione, ma quelle del Procuratore della Corte dei Conti dell’Umbria, Dott.ssa Rosa Francavilla, pronunciate in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario contabile.
Ora questa Giunta Regionale incapace guidata dalla Presidente Donatella Tesei, che di buchi in bilancio se ne intende tanto di aver lasciato il piccolo Comune di Montefalco di cui è stata Sindaco con un disavanzo di circa 4 milioni di euro, deve andare a casa immediatamente insieme all’Assessore Coletto imposto dal Segretario della Laga Salvini come il grande esperto venuto dal Nord.
Duecento sono i milioni di buco, come sottolinea la Corte dei Conti, nella Sanità Umbra.
Ora Tesei e Coletto non potranno dire che è colpa della passata Amministrazione Marini che avrebbe lasciato debiti, perché in poco più di nove mesi il duo in questione è stato capace di mettere in ginocchio l’intero sistema sanitario regionale con scelte insensate e prive di fondamento e lungimiranza.
E lo sappiamo bene noi cittadini di Todi con la storia dell’Ospedale di Pantalla, ridotto ad un semplice Poliambulatorio con il bene placet dell’Amministrazione Ruggiano che è stata la cornamusa della Presidente Tesei, spargendo ai quattro venti possibili, per poi rivelarsi impossibili potenziamenti e riqualificazioni del Nosocomio di Pantalla.
Sindaco Antonino Ruggiano e Consigliera Peppucci, ancora una volta silenzio di tomba da parte vostra. Come mai ora non dite di sentirvi “orgogliosi” che l’Ospedale di Pantalla non esiste più?
Avete preso in giro i giovani, gli anziani di Todi e tutti coloro che ora per curarsi di devono recare a Gubbio o a Città di Castello.
Il PSI tuderte è da mesi che denuncia questa situazione di degrado e di menefreghismo della Giunta Ruggiano.
Continua la trattazione del dott. Alfonso Gentili. Parte terza
Nel gennaio ’95 in Europa fu fondata anchel’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) come trasformazione in stabile organizzazione della Conferenza sulla Sicurezza e sulla Cooperazione in Europa (CSCE) che si erariunita ad Helsinki nel luglio ’73, durante la guerra fredda, con il ruolo di ponte tra est e ovest per la riapertura del dialogo. Alla Conferenza avevano partecipato tutti gli Stati europei e gli inviati di USA e URSS, arrivando nell’agosto ’75 alla firma degli Accordi di Helsinki con cui furono riconosciute ed accettate le frontiere esistenti tra gli Stati europei, compresa la divisione in due della Germania e l’URSS si era impegnata al rispetto dei diritti umani in cambio dell’implicito riconoscimento del dominio sovietico in Europa orientale. Nel novembre ’90 la CSCE aveva anche adottato la Carta di Parigi per una nuova Europa che di fatto riconosceva la fine della guerra fredda. Poi nel corso degli anni novanta, dopo la disgregazione del blocco sovietico, l’OSCE ha cominciato a svolgere compiti di prevenzione e composizione pacifica dei vari conflitti verificatisi nei Paesi dell’est europeo favorendone, oltre la ricostruzione, anche il processo di transizione democratica. La nuova OSCE, con sede a Vienna e attualmente con 57 Stati membri e 11 partner di cooperazione, risulta essere la più grande organizzazione intergovernativa di sicurezza regionale con lo scopo della promozione della pace, del dialogo politico, della cooperazione e della giustizia in Europa. Col passare degli anni ha promosso una serie di missioni di mantenimento della paceinternazionale (peacekeeping) e di operazioni sul terreno (missioni sul territorio per assistere gli Stati) in Europa e nel mondo. Ha avuto e ha come obiettivo principale il mantenimento della pace e della sicurezza in Europa e per sicurezza intende, oltre che l’assenza di conflitti armati, anche il presupposto per la difesa dei diritti umani e per la presenza di strutture democratiche in uno “Stato di diritto”. Gli organi politici dell’OSCE sono: il Consiglio Ministeriale come principale organo decisionale, il Consiglio Permanente organo assembleare composto dai rappresentanti permanenti degli Stati partecipanti, il Foro di Cooperazione per la Sicurezza organo di negoziato permanente sulle tematiche della sicurezza in termini politico-militari, il Summit dei Capi di Stato e di Governo che decide le priorità e gli orientamenti dell’organizzazione, la Presidenza in esercizio a rotazione annuale tra i Ministri degli Esteri degli Stati con poteri di rappresentanza e di supervisione dell’apparato amministrativo con a capo il Segretario Generale. Differentemente dalle altre organizzazioni internazionali l’OSCE però non ha personalità giuridica agendo in un quadro non chiaro di capacità giuridica con notevoli ostacoli sul piano operativo e per questo gli Stati aderenti sono denominati partecipanti e non membri. Tra essi in particolare figurano anche gli Stati Uniti, la Russia e l’Ucraina.
Nell’ottobre 2004 l’Unione Europea era anche riuscita a definire e firmare a Roma la Costituzione europea che (purtroppo) però fu bocciata dai referendum popolari del ’05 sulla ratifica del relativo Trattato in Francia e Olanda. Nell’ottobre ’12,a Oslo in Norvegia, la stessa UE era stata anche insignita del Premio Nobel per la pace per aver “contribuito a trasformare la maggior parte dell’Europa da un continente di guerra a un continente di pace” e per il contributo dato per sei decenni a favore della pace e riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani. La prevista e autonoma difesa comune europea, in precedenza di competenza della disciolta UEO e che si sarebbe dovuta realizzare con la creazione di una Comunità europea di difesa (CED), dopo il Trattato di Lisbona del dicembre 2007 in vigore dal dicembre ’09 erecante anche modifiche del Trattato sull’Unione Europea (TUE) dovrà essere realizzata quando finalmente lo avrà deciso all’unanimità il Consiglio europeo. Nel frattempo la difesa comune è entrataa far parte, per “taluni” Stati membri UE, delle competenzedell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico se anche membri Nato. Anche la clausola di mutua difesa dell’ex-UEO (che obbligava tutti gli Stati membri ad intervenire in solido in caso di necessità- es. aggressione armata nel territorio di uno Stato membro UE) è stata incorporata nel Trattato medesimo (cfr. TUE vigente: Titolo V, Capo 2, Sezione II- Disposizioni sulla Politica di Sicurezza e di Difesa Comune (PSDC)- Art. 42, commi 2 e 7. Nell’attuale conflitto russo-ucraino lo Stato aggredito non risulta però essere ancora oggi né membro UE né membro Nato.
L’Organizzazione del Trattato dell’ Atlantico del Nord (in inglese North Atlantic Treaty Organization- NATO,oin francese Organitation du Traité dell’Atlantique Nord–OTAN) è stata creata in base al Patto Atlantico, iltrattato di alleanza siglato a Washington (Presidente Truman) nell’aprile 1949 da 12 Paesi dell’America del Nord e dell’Europa occidentale.Si tratta di un’organizzazione internazionale multilaterale a carattere regionale (Atlantico settentrionale) con sede politica a Bruxelles e con principale organismo decisionale il Consiglio del Nord Atlantico (NAC)presieduto dal Segretario Generale (in carica dal ’14 il norvegese J. Stoltenberg) e doveogni Stato membroha un seggio. Ha lo scopo di costituire un’alleanza militare tra le parti (cioè gli Stati membri)a carattere difensivo (cfr. artt. 5 e 6 del Trattato). La Nato ha avuto come Stati fondatori gli Stati Uniti, il Canada, l’Islanda, la Norvegia, il Regno unito, la Francia, l’Italia, i Paesi Bassi, il Belgio, il Lussemburgo, la Danimarca e il Portogallo, ai quali poi se ne sono aggiunti altri 4 e cioè la Turchia nel ’52, la Germania ovest nel ’55, la Spagna nel ’82 e la Germania est nel ’89 per allora complessivi 16 Stati membri. L’istituzione della NATO era collegata alla guerra fredda, il conflitto senza armi ma particolarmente aspro che era iniziato dopo la seconda guerra mondiale tra l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) comuniste e gli Stati occidentali capitalisti. Dopo la disfatta della Germania nazista le due maggiori potenze vincitrici, cioè gli Stati Unitid’America (USA),Repubblica federale composta da 50 Stati e un Distretto federale (con Washington capitale federale) e l’Unione Sovietica, Repubblica federale con capitale Mosca e composta da 15 Repubbliche Socialiste Sovietiche (tra le quali anche la Moldavia, l’Ucraina, la Bielorussia, la Lituania, oltre l’exclave russa ‘oblast’ o regione di Kalingrad, tutte poste lungo la linea di confine verso ovest) favorirono la nascita di due blocchi contrapposti e rivali in Europa. I Paesi Baltici e cioè la Lituania, la Lettonia e l’Estonia, già facenti parte dell‘impero russo come governatorati del Baltico fino al ’17, divenuti indipendenti nel ’18 insieme al Granducato di Finlandia poi di nuovo occupati dall’URSS di Stalin prima nel ’39 e infine liberati dall’invasore dell’Asse tedesco-italiano nel ’44, sono rimasti membri dell’Unione Sovietica come Repubbliche socialiste sovietiche fino alla sua dissoluzione nel ’91, divenendo poi Repubbliche parlamentari indipendenti. Nei 7Stati europei dell’est, parimenti liberati nel ’44 dall’avanzata fino a Berlino delle armate sovietiche (la c.d.Armata Rossa), erano stati instaurati regimi comunisti simili a quello della Russia mentre negli Stati europei dell’ovestliberati dagli eserciti anglo-americanierano stati creati sistemi politici democratici e rappresentativi. La Germania si era così ritrovata divisa tra una parte occidentale capitalistica e una orientale socialista.
In questo nuovo scenario di divisione dell’Europa nelle due c.d. zone d’influenza laNATO, alleanza anti-URSSguidata dagli Stati Uniti, diventò uno strumento per mettere gli Stati appartenenti al c.d. mondo occidentale sotto la protezione militare dell’America (che è anche la superpotenza con la maggiore spesa al mondo per armamenti e apparati bellici) in caso di eventuali attacchi da parte dell’Unione Sovietica, già considerata come una minaccia appenadopo la “Grande Alleanza” e la vittoria nella guerra mondiale.Sei anni dopo la fondazione della NATO, nel maggio ’55 anche l’URSS, con segretario del PCUS ePresidente del Consiglio dei Ministri N. Krusciov, istituì un’alleanza militare denominata Pattoo Trattatodi Varsavia con i 7 Stati socialisti del blocco europeo orientale. Tra l’altro il leader sovietico Krusciov, nato a Kursk e trasferitosi con la famiglia in Ucraina dove aveva frequentato le scuole elementari e lavorato da giovane a Kiev e nel Donbass, nel febbraio del ’54 aveva donato la Crimea all’Ucraina per commemorare il 300° anniversario del trattato di Perejaslavdel 1654 con cui l’Ucraina era entrata a far parte del Regno russo degli Zar moscoviti in cambio di aiuto e protezione contro ilRegno di Polonia che nel secolo precedente l’aveva incorporata. Dopo la caduta nel ’89 del Muro di Berlino (sistema di recinzione della parte orientale della città, divenuta capitale della Germania est), eretto per impedire la libera circolazione verso la Germania ovest, nonchésimbolo della c.d. “cortina di ferro” ecioè lalinea immaginaria di confine tra le zone europee della Nato e quelle orientali del Patto di Varsavia, la Germania est era stata inglobata dalla Germania Ovest (con precedente capitale Bonn) in uno Stato unico econ nuova capitale Berlino. Tale unificazione aveva comportatoanche l’appartenenza della Germania intera alla NATO sicché, configurandosi l’operazione come un’espansione territoriale verso est, è noto che furono anche necessarie rassicurazioni all’Unione Sovietica che la NATOnon si sarebbe ulteriormente espansa verso l’oriente.
Dal ’55 al ’91, durante la guerra fredda, comunque la NATO e il Patto di Varsavia non si erano mai scontrati direttamente in Europa e nel luglio ’91, con Presidente dell’Unione Sovietica M. Gorbaciov,a Praga era stato firmato il protocollo ufficiale per lo scioglimento del Patto di Varsavia ponendo fine a 36 anni di alleanza militare degli Stati dell’Europa dell’est con l’URSS. Subito dopo era iniziato anche il processo che aveva portato nel dicembre ’91 alla dissoluzione dell’URSS con ultimo Presidente Gorbaciov, artefice appunto della fine della guerra fredda e che nell’ottobre ’90 era stato anche per questo insignito del Premio Nobel per la pace. La fine dell’URSS aveva portato alla sua suddivisione in 15 Repubbliche indipendenti di cui 9 aderenti alla nuova organizzazione internazionale denominata Comunità degli Stati indipendenti (CSI), nata nel dicembre ’91 a seguito della firma del Trattato di Belaveza da parte di Russia, Bielorussia e Ucraina, avente sede a Minsk, capitale dello Stato membro Bielorussia e dotata di poteri di coordinamento in campo economico-finanziario e della sicurezza. Poi però l’Ucraina non ne aveva ratificatolo Statuto contestando la scelta di riconoscere alla sola Russia lo status di “Stato successore” dell’URSS e per questo ne era divenuta nel ’93 solo”Stato associato“.
Negli anni novanta la dissoluzione delblocco sovietico degli Stati del Patto di Varsavia e la fine dellaguerra fredda avrebbe potuto costituire l’occasione anche per una riconsiderazione della permanenza della stessa NATO composta di 16 Stati membri al momento del crollo del muro di Berlinoe per la realizzazione semmai di una concreta ed autonoma Politica di Sicurezza e di Difesa Comune (PSDC) da parte della nuova Unione Europea (UE) che già comprendeva la Germania riunificata e che si stava allargando agli altri sei Paesi dell’Europa dell’est come poi avvenuto per la Polonia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia e l’Ungheria nel ’04 nonché per la Romania e la Bulgaria nel ’07. Per contro si sarebbe potuto potenziare e rendere più concretamente operativo l’ONU anche cercando di eliminare il potere di veto dei 5 membri permanenti magari sostituendolo con un sistema di voto ponderato in base al numero degli abitanti di ciascuno Stato membro. L’ONU avrebbe dovuto diventare ben più efficace come organizzazione internazionale multilaterale e a carattere universale con lo scopo di prevenire, evitare o almeno fermare in tempole guerre tra gli Stati o le coalizioni di essi, che in realtà giovano solo o soprattutto alle industrie belliche.Non sembra essersi allora tenuto conto nemmeno del fatto che la nuova Federazione Russa, sorta nel ’91 a seguito della dissoluzione dell’URSS e della fine del Partito Comunista dell’Unione Sovietica (PCUS), nelle elezioni presidenziali del dicembre ’91 aveva eletto come Presidente (che nella Federazione è Capo di Stato e anche Comandante in capo delle forze armate eletto direttamente dal popolo per sei anni) B. Eltsin, poi riconfermato nelle elezioni del ’96 e dimessosi alla fine del ’99, il quale era supportato dal Partito Democratico di Russia (DPR) di tendenza liberal-conservatrice e assolutamente alternativo al nuovo Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF)di orientamento marxista-leninista, che ad oggi non ha mai vinto l’elezioni né eletto un Capo di Stato. Infatti i successivi Presidenti della Federazione russa, dopo le dimissioni di Eltsin, sono stati prima Vladimir Putin ad interim (essendo già in carica come Primo ministro e designato da Eltsin come suo successore) fino all’elezioni presidenziali del maggio 2000, poi dopo quelle ancora V. Putin (ex funzionario dell’intelligence del KGB russo)con il 52% dei voti e nell’elezioni del 2004 di nuovo Putincon oltre il 70% dei votisupportato da Russia Unita, un partito conservatore, nazionalista e populista incline al patriottismo sovietico, fondato nel dicembre 2001 e tutt’altro che comunista.
Gli USA dopo la fine della guerra fredda hanno invece scelto, nell’ambito della c.d. politica della”porta aperta“(la”Nato Open Door Policy” che si concretizza non solo in nuove ammissioni ma anche in”partnership”), la strada ben più rischiosa per la pace mondiale di andare verso un ulteriore allargamento (“enlargement“) della NATO verso est con l‘inglobamento non solo di tutti gli Stati dell’ex Patto di Varsavia ma addirittura anche di Stati dell’ex Unione Sovietica. Infatti dopo il crollo dell’URSS la NATO, secondo un indirizzo condiviso a livello bipartisan dai Presidenti USA B. Clinton (’93-’01) e G. Bush Jr (’01-’09), si è voluta rilanciare con una politica di allargamento verso est fino ad arrivare ad un totale attuale di 30 Stati membri. Ben presto ha ammesso tra i suoi membri (oltre la Germania est riunita) tuttigli altri Stati dell’ex Patto di Varsavia e cioè la Polonia, la Repubblica Ceca e l’Ungheria nel ’99 e la Slovacchia, la Romania, la Bulgaria nel 2004, anche prima che gli stessi entrassero nell’UE e arrivando così ad estendere la sua competenza fino alla linea di confine tra l’Unione Europea ela Comunità degli Stati indipendenti (CSI) con tutti i pericoli connessi. L’espansionismo ad est della NATO è inoltre arrivato ad ammettere come membri, sempre nel ’04, anche alcune ex Repubbliche Socialiste Sovietiche (RSS)comel’Estonia e la Lettonia confinanti direttamente con la Russiae la Lituania confinante con la Bielorussia. Nel ’08 l’amministrazione Bush Jr inoltre, durante il summit di Bucarest, sostenne fortemente l’ammissione alla Nato anche dell’Ucraina e della Georgia incontrando però molte resistenze da parte europea, al punto che tale scelta fu poi congelata dal Presidente B. Obama (’09-’17) per le tensioni che la stessa creava con il Cremlino con il quale invece lo stesso Obama intendeva avviare una nuova distensione,puntando piuttosto ad accogliere nella NATO i paesi dei Balcani occidentali. L’Ucraina, come pure la Georgia, ad oggi non sono Stati membro della NATO, la quale quindi per Statuto (cfr. art. 5) non può intervenire direttamente nell’attuale guerra in Ucraina proprio in quanto quest’ultima non è “parte” della NATO.
(Fine parte terza)
Li 18 febbraio 2023
Dott. Alfonso Gentili, già Segretario Generale del Comune di Todi
Intesa Comune ETAB per il contrasto ai disturbi del comportamento alimentare
Con il nuovo anno riprendono le attività di Musicoterapia a Todi presso il Centro Disturbi del Comportamento Alimentare Palazzo Francisci.
Il progetto è partito già nel 2019 sulla base di una convenzione siglata tra La Consolazione ETAB, il Comune di Todi e l’Associazione “Humana Ars Musica“ (Scuola Comunale di Musica).
Il “laboratorio sperimentale“ attivato il primo anno aveva per scopo quello di studiare e verificare l’impatto che la musica può avere sui trattamenti praticati, ma anche quello di poter fornire uno strumento in più per affrontare gli aspetti più problematici delle patologie legate ai DCA.
La musica è un mezzo privilegiato con cui poter raggiungere molteplici obiettivi, e sin da subito la risposta delle ragazze è stata molto positiva sia in termini di partecipazione che di impegno nelle attività proposte.
Partner fondamentali del progetto l’Associazione Mi Fido di Te e il servizio di contrasto ai DCA della UslUMbria 1 guidato dalla Dr.ssa Laura Dalla Ragione.
Il progetto, sin dal 2019, è stato realizzato dal Maestro Prof. Gianfranco De Franco, musicologo, musicista e musicoterapeuta e non si è fermato neppure durante la Pandemia con la formula della didattica a distanza.
Grazie ad un primo contributo del Comune di Todi il progetto sarà riattivato anche per l’anno 2023 da ETAB e l’Associazione culturale Temenos dal mese di marzo 2023.
Nelle prossime settimane avvieremo apposite campagne di sensibilizzazione e di raccolta fondi per valutare la possibilità di introdurre altri partner e realizzare le altre fasi di progetto proposte dal prof. De Franco.
In particolare il ciclo breve (circa 3 mesi) e il ricambio dell’utenza (purtroppo negli ultimi anni il trend di rilevazioni delle patologie è in forte ascesa) rendono difficile completare il lavoro con chi ha seguito effettivamente le attività di musicoterapia.
SI è pensato, quindi, di proporre un CD magari con l’aiuto di qualche testimonial che anche in passato è stato presente ed ha frequentato i centri DCA di Todi.
L’amministrazione comunale ed ETAB hanno senza esitazione confermato il sostegno a questo progetto realizzato dal Maestro Gianfranco De Franco, auspicando di dare uno strumento in più per affrontare gli aspetti più problematici di questa patologia di cui il Centro DCA a Todi, vale la pena di ricordare, è il primo centro pubblico in Italia e da venti anni rappresenta un “unicum” anche per gli spazi che lo ospitano.
Una prima azione per celebrare il ventennio di attività del contrasto ai disturbi del comportamento alimentare a Todi grazie alla sinergia ETAB-Comune di Todi-UslUmbria 1.
Appena dopo il paese di Ilci qualcuno ha pensato bene di scaricare un bel pacco di fili elettrici, pneumatici e altro materiale…Di sicuro non differenzia! Se ciò fosse accaduto sul prato del Tempio della Consolazione quali sarebbero state le reazioni del primo cittadino e del suo entourage? Se non ampliamo il nostro sdegno fino ad estenderlo alle frazioni, se non consideriamo che gli “insulti” e le “ferite” ai beni naturalistici sono gravi quanto quelli inferti ai beni architettonici, non solo non possiamo vantarci di essere green ma ci rendiamo complici di reati.
Domenica 26 Febbraio si terranno le primarie “aperte” per l’elezione del Segretario Nazionale del Partito Democratico, fase finale del Congresso Costituente iniziato nei mesi scorsi.
A Todi il Partito Democratico, grazie al contributo e all’impegno dei suoi iscritti, militanti e volontari, ha organizzato tre seggi, dove si potrà votare – come in tutta Italia – dalle ore 8 alle ore 20.
Il primo seggio sarà ubicato nel centro storico, presso la sezione del Partito Democratico di Piazza di Marte, dove potranno votare gli elettori delle sezioni elettorali comunali nn. 1, 2 e 3; il secondo, invece, sarà ubicato a Cappuccini, presso la struttura comunale dell’Area Verde del Quartiere Europa, dove potranno votare gli elettori delle sezioni elettorali comunali nn. 4, 5, 6, 7, 8, 9, 11 e 19; il terzo, infine, sarà ubicato a Ponterio-Pian di Porto, presso il Bar Marconi, dove potranno votare gli elettori delle sezioni elettorali comunali nn. 10, 12, 13, 14, 15, 16, 17 e 18.
Serve essere cittadine e cittadini italiani, oppure di altri Paesi dell’Unione europea ma residenti in Italia, o ancora di altri Stati ma in possesso di permesso di soggiorno.
Per perfezionare le operazioni di voto bisogna portare con sé un documento di identità e, se non iscritti al Partito Democratico, un contributo di 2 euro.
Ricordiamo che, dopo la fase elettorale che ha riguardato i soli iscritti e che ha selezionato i primi due arrivati, gli elettori domenica 26 potranno scegliere tra Stefano Bonaccini ed Elly Schlein.
Quasi 3.000 utenze sono a credito rispetto all’acconto già pagato. Dei 4.918 avvisi a saldo, il 54% sono di somme fino ai 100 euro, mentre solo il 9% sono di importi superiori ai 100 euro
In arrivo in questi giorni nelle case dei residenti e delle aziende di Todi gli avvisi per il saldo della TARI, la tassa sui rifiuti, riferiti al 2022, anno durante il quale cittadini e imprese erano state chiamate a pagare un acconto, rispettivamente, del 90% e del 70% rispetto a quanto versato nell’annualità precedente. 8.272 le comunicazioni inviate, di cui 424 oggetto di ricalcolo per variazioni dei dati dell’utenza; tra i restanti 7.848 avvisi vi è la gradita sorpresa per 2.930 utenti (37,3%) che non hanno non solo alcun saldo da versare ma addirittura un credito. “Gli importi verranno scalati sull’importo dovuto per il 2023 – comunicano dagli uffici competenti – a meno che nel frattempo non sia stata cessata l’utenza, ad esempio per trasferimento, nel qual caso si avrà diritto al rimborso in denaro”.
Nello specifico a livello di utenze domestiche, sono 8 coloro ai quali è stato riconosciuto un credito superiore a 500 euro, 11 sopra a 400, 25 sopra a 300, 71 sopra a 200 e 459 sopra i 100 euro. Risultano poi quasi 700 le famiglie con un rimborso compreso tra i 50 e i 100 euro, con altri 1.600 beneficiari di un rimborso sopra sotto i 50 euro. Nel complesso, in percentuale il 54% vanta crediti fino a 100 euro e il 7% oltre i 100 euro.
Dei 4.918 avvisi contenenti la richiesta di un saldo, il 54% prevedono somme fino ai 100 euro, mentre solo il 9% sono di importi superiori ai 100 euro. Ancora più in dettaglio, 559 devono pagare fino a un massimo di 10 euro, 668 da 10 a 20 euro, 756 da 20 a 30 euro, 649 fino da 30 a 40 euro, 581 fino da 40 a 50 euro, 415 da 50 a 60 euro, 296 fino da 60 a 70 euro, 140 da 70 a 80 euro, 116 da 80 a 90 euro, circa 500 oltre i 100 euro.
“Si tratta di una situazione che ha pochi riscontri in ambito regionale e nessuno a livello storico comunale – sottolinea l’assessore all’ambiente Elena Baglioni – con un risultato tanto più significativo se si tiene conto del balzo dell’inflazione e, soprattutto, del venir meno nel 2022 dei contributi dello Stato degli anni precedenti nell’ambito dell’emergenza Covid”.
Nel frattempo il Comune di Todi, per il secondo anno consecutivo, è stato premiato da Legambiente Umbria come “comune riciclone 2022”, un riconoscimento legato alla precentuale di raccolta differenziata raggiunta nell’anno precedente, pari al 74,3%, un dato ulteriormente migliorato nel 2022, quanto il dato, in attesa di validazione definitiva, ha toccato il 75,64%. A ritirare il premio, nella cerimonia svoltasi a Spoleto, l’assessore comunale Elena Baglioni, che ha sottolineato come si tratti di un risultato di “squadra” che premi tutti i soggetti coinvolti, a partire ovviamente dai cittadini, primi protagonisti dell’ottimo andamento della raccolta differenziata. Nell’occasione, oltre a confermare l’impegno nell’attività di sensibilizzazione e di miglioramento della qualità del servizio, l’assessore ha sottolineato come, oltre ai vantaggi da un punto di vista ambientale e di sostenibilità, il Comune di Todi sia tra i primi a poter avviare una politica di progressiva riduzione delle tariffe.
In sala, al Nido dell’Aquila, con Vittoria Puccini e altri protagonisti . Al cinema per presentare il suo ultimo film “Il primo giorno della mia vita”
Giornata speciale, domenica 19 febbraio, per il cinema a Todi: il Nido dell’Aquila, infatti, ospiterà il regista Paolo Genovese per la presentazione del suo ultimo film “Il primo giorno della mia vita”, definito dalla critica come “un esperimento magico” con un cast stellare: Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Margherita Buy, Sara Serraiocco, Lino Guanciale, Giorgio Tirabassi, Gabriele Cristini, Antonio Gerardi, Elena Lietti, Thomas Trabacchi e Vittoria Puccini, presente in sala a Todi insieme al direttore della fotografia Fabrizio Lucci e alla scenografa Chiara Balducci. Un parterre de roi, dunque, per tutti gli appassionati del buon cinema.L’iniziativa, che ha il patrocinio del Comune di Todi e dell’Umbria Film Commission, della quale Genovese è presidente, vuole essere un’occasione per far apprezzare una delle sale cinematografiche più belle della regione, incastonata come un gioiello nel centro storico della città, con una programmazione di assoluto livello che include anche film in lingua originale, molto apprezzati dai tanti stranieri che risiedono nel territorio.
Il regista Paolo Genovese di Todi è ormai un cittadino d’adozione, residente in zona per lunghi periodi dell’anno e protagonista con l’Umbria Cinema Festival, di cui è direttore artistico e la cui terza edizione si terrà quest’anno nella seconda metà di luglio, con la centrale piazza del Popolo quale location principale e il Nido dell’Aquila, che in estate diventa anche arena cinematografica unica nel suo genere, sede di proiezione dei film in concorso. “Siamo grati a Paolo Genovese – dichiara il Sindaco di Todi Antonino Ruggiano – per questo suo ulteriore gesto di amicizia e di attenzione verso la città, della quale è ormai un cittadino onorario ed uno dei testimonial più conosciuti ed apprezzati”.
L’evento, alla presenza del regista e di parte del cast, prevede l’inizio alle ore 16:30. Il film rimarrà in programmazione anche nelle giornate di lunedì e martedì. “Grati della rinnovata disponibilità – aggiunge il vicesindaco Claudio Ranchicchio – invitiamo i tuderti e non solo a trascorrere un pomeriggio di bel cinema a Todi”.
La strada interessata è quella che collega Ponterio a Porta Perugina. Impianto a basso inquinamento luminoso e a ridotto consumo energetico
E’ stata attivata venerdì a Todi la nuova linea di pubblica illuminazione a servizio della strada di collegamento tra Ponterio e Porta Perugina. L’intervento, eseguito da Enel Sole, si inserisce nell’ambito delle iniziative promosse dall’Amministrazione comunale per la messa in sicurezza della viabilità stradale e la riqualificazione energetica degli impianti, caratterizzati da sorgenti luminose a led. La nuova linea, costituita da 45 pali, riveste una particolare importanza trattandosi di uno dei principali ingressi alla città, contraddistinto da un elevato traffico veicolare in entrambi i sensi di marcia. I corpi illuminanti, come detto, assicurano un significativo risparmio energetico che garantirà ad Enel Sole un rapido ammortamento dell’investimento, quantificato in circa 90 mila euro. Da ricordare che l’Amministrazione comunal sta mettendo in atto un piano finalizzato da un lato a contenere le spese energetiche e, dall’altro, ad assicurare un continuo ammodernamento degli impianti, costituiti da circa 4.000 punti luce alimentati da 300 diversi quadri elettrici e da 22 gli immobili che ricadono nella gestione elettrica e termica municipale. A tal fine è in corso una gara da 12 milioni di euro, con la formula del partenariato pubblico-privato. “Puntiamo a conseguire a regime, nei prossimi anni, un risparmio del 73% dei consumi – sottolinea il Sindaco di Todi Antonino Ruggiano – mediate l’introduzione di apparecchi ad alta efficienza e all’attivazione di servizi di smart city con un investimento importante a livello di efficientamento della rete a totale carico del concessionario”.
All’inizio, per quel poco che ricordo, i rappresentanti nei Consigli di Amministrazione dei due Enti, li indicavano, oltre al Consiglio Comunale di Todi, altre realtà istituzionali (addirittura il Ministero degli Interni), con il risultato, sempre lo stesso che, lì dentro, si costituiva una maggioranza ed una minoranza.
Poi ad indicarli restò solo il C.C. della Città e sempre mantenendo la quota di minoranza.
Fatto gli è però che ad un certo punto, vista anche la situazione debitoria, si reputò giustamente necessario originare una gestione più decisamente uniforme con quella del C.C. e fortemente compatta: così nacque la variazione “solo maggioranza e niente minoranza”, che in effetti ha discretamente operato, sia come amministrazioni di Sx (prevalenti) che (occasionalmente) di Dx.
A poco a poco però la tradizionale affettuosa considerazione di Noi Cittadini Tuderti, per i due Enti, fatta di consapevolezza benevola per i Servizi, i Programmi gestionali, è stata dismessa, travolta da una grave carenza informativa, purtroppo sostituita da un insidioso chiacchiericcio. Così si narra di “ma è vero che X e Y si sono dimessi e anche Z sta lì per lì?”; oppure di leggende metropolitane sparate ad alzo zero del tipo “Si, ma qualcuno ritorna per votà il bilancio, ma solo per quello eh!”; di fake intramontabili “Il prossimo Presidente sarà M con N Vice, è sicuro”; e via spergiurando controfake nei bar “No, quello no, già trombato, invece mi sa P, sai me l’ha detto Coso, ma mi raccomando eh!, Non dirlo a nessuno, Aummh aummh”.
Quanto queste chiacchiere postume abbiano rotto il quadro (e non solo quello) della affezione Tuderte è sotto le orecchie di tutti.
Occorre rimediare: e lo si può fare solo, mutatis mutandis (cambiate le mutande), con quanto la Storia ci insegna, tornando alle origini e munendo i Consigli di un vero sistema democratico maggioranza/minoranza.
Facciamolo, cari Consiglieri, diamoci e, soprattutto, datevi da fare.
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