Circolo Tuderte: Concerto ‘Musica e cinema’ per Pianoforte e Violoncello.

Stefano Giardino Pianoforte, Mauro Businelli Violoncello, Sabato 27 ore 18, sede del Circolo Tuderte, Piazza del Popolo,

Todi conferisce la benemerenza a tre cittadini. Premiato l’impegno di Raimondo Astarita, Giuseppe Cerasa e Roberto Prosperi

Astarita e Cerasa.

Todi conferisce la benemerenza a tre cittadini

Il Comune ha istituito il riconoscimento per la prima volta. Tre le onorificenze conferite dal Consiglio comunale di Todi ad altrettanti cittadini benemeriti: si tratta di Raimondo Astarita, Giuseppe Cerasa e Roberto Prosperi, tre persone legate alla città e impegnate nel tempo per la sua crescita.
Astarita, esperto di comunicazione e giornalista, è il Direttore delle Relazioni Istituzionali delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Presidente di ANIA SAFE (Servizi Assicurativi Formazione ed Editoria) e vice presidente Fondazione ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), ha già svolto in precedenza ruoli di primo piano nelle attività di comunicazione e pianificazione in ambito olimpico e paraolimpico: è stato membro del Comitato CONI per la candidatura olimpica italiana del 2012, direttore generale Special Olympics 2004, Foro Italico Roma Giochi Olimpici Nazionali per atleti con disabilità mentali e presidente Stella Azzurra Basket dal 2007 al 2010. “Fin dal suo arrivo a Todi, ormai dieci anni fa – ha sottolineato il Sindaco Ruggiano in Consiglio – Astarita ha voluto inserirsi nella vita della città, mettendosi a disposizione della comunità su diversi fronti: dal sostegno assicurato a numerose attività sportive alla promozione di iniziative sociali e culturali, con particolare attenzione all’universo giovanile”. E’ grazie a lui se è iniziato un proficuo rapporto con il GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, che ha permesso a Todi di essere protagonista sul fronte della sostenibilità, dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili e della mobilità green.
Giuseppe Cerasa è giornalista professionista dall’età di 23 anni. Ha iniziato la sua carriera al quotidiano “L’Ora” di Palermo, uno dei giornali che hanno fatto la storia dell’informazione italiana. Nel 1987 è passato al quotidiano la Repubblica, diretto da Eugenio Scalfari. Nel 1999 Ezio Mauro lo promuove caporedattore e lo invita a dirigere la cronaca di Roma, incarico che mantiene ininterrottamente per 18 anni. Dal 2016 è direttore de Le Guide di Repubblica, una sua creatura nata nel 2004, che rappresenta un caso editoriale di successo arrivando a toccare un milione di copie vendute in un anno. “Tuderte d’adozione da molti anni – ha spiegato il Sindaco Ruggiano – nel 2019 Giuseppe Cerasa ha dedicato la prima Guida riservata ad un centro minore, rispetto alle tradizionali guide delle regioni e delle grandi città d’arte, a Todi, con due edizioni, una in italiano e una inglese. Un esperimento di grande successo, tanto da aprire una nuova collana all’interno della proposta editoriale, che arriva a pubblicare oltre 50 volumi all’anno sulle più importanti realtà turistiche italiane. Non meno importante è stato il suo impegno sotto il profilo culturale ed artistico, facendo da competente punto di riferimento per alcune iniziative nel campo dell’arte contemporanea”.
Roberto Prosperi, storico presidente della Confcommercio e di Epta, la cittadinanza benemerita è stata conferita alla memoria, per riconoscerne l’impegno civico a favore della crescita  sociale, culturale ed economica della realtà locale. “Oltre a testimoniare la gratitudine a Roberto Prosperi – ha sottolinea il primo cittadino – l’iniziativa si propone di ricordare la sua figura alle nuove generazioni, affinché si sentano investite della stessa passione per costruire un presente e un futuro migliore”.

Il primo conferimento avverrà sabato 27 maggio alle ore 11, nella Sala del Consiglio comunale di Todi, a Raimondo Astarita.

CAMPI ESTIVI 2022: RISORSE DEI SERVIZI SOCIALI PER FINANZIARE INDIRETTAMENTE IL TORNEO DI CALCETTO. RUGGIANO, MARTA E RANCHICCHIO FORNISCANO IMMEDIATAMENTE CHIARIMENTI

I Gruppi Consiliari di centrosinistra hanno depositato e protocollato un’interrogazione al Sindaco Ruggiano e all’Assessora Marta chiedendo doverosi chiarimenti in merito alla gestione comunale dei campi estivi tenutisi nel 2022.

L’Amministrazione, infatti, procedeva nello scorso Giugno 2022 (in pieno periodo elettorale, dunque) a noleggiare un campo da gioco da mettere a disposizione dei centri estivi per i ragazzi prelevando dalle casse comunali 29.900 euro (dovendo attingere – tra l’altro – al Fondo di riserva, poiché gli stanziamenti previsti nell’apposito capitolo di spesa non erano sufficienti).

Da verifiche documentali circostanziate, tuttavia, è emerso come prima si sia predisposto il noleggio del campo da gioco e, poi, la manifestazione d’interesse relativa ai centri estivi, col risultato paradossale che il campo non è praticamente quasi mai utilizzato dai vari organizzatori dei campi estivi, ma dall’associazione che ha organizzato il torneo di calcetto tenutosi dal 24 Giugno al 2 Luglio. Va ulteriormente sottolineato, poi, come il campo da gioco, lasciato nell’incuria più totale per più di due settimane, dopo un’interrogazione del capogruppo del Partito Democratico veniva definitivamente disinstallato intorno alla terza settimana di Luglio.

La dettagliata ricostruzione della vicenda effettuata nell’interrogazione, che delinea un finanziamento indiretto all’organizzazione del torneo di calcetto con fondi dei servizi sociali che dovevano servire a tutt’altro, impone una risposta altrettanto chiara e precisa da parte dell’Amministrazione Comunale. Il fondato sospetto, infatti, è che ci si trovi di fronte all’ennesima, sciagurata, pagina scritta dal trio Ruggiano-Marta-Ranchicchio (all’epoca del misfatto delegato alla cultura) caratterizzata da grossolanità amministrativa e gestione “allegra” e clientelare delle casse comunali.

GRUPPI CONSILIARI PARTITO DEMOCRATICO, CIVICIXTODI – CATTERINI SINDACO, SINISTRA PER TODI

IL MOVIMENTO CIVICO “PER TODI” ADERISCE AD UMBRIA CIVICA


Il movimento civico Per Todi, rappresentato in consiglio comunale dal Presidente del Consiglio Comunale di Todi Adriano Ruspolini e dal Vice Presidente Filippo Sordini, aderisce ad Umbria Civica. Una scelta naturale e convinta che colloca il gruppo consiliare tuderte nel quadro del
civismo regionale di Umbria Civica, che continua il lavoro di radicamento sul territorio confermandosi l’area civica ampiamente più radicata e strutturata in Umbria.
La nostra scelta -precisa Ruspolini- e’ fatta anche in un’ottica di prospettiva in riferimento alle prossime elezioni regionali: è fondamentale, infatti, rafforzare la presenza del mondo civico all’interno del perimetro dei partiti politici tradizionali, che tendono sempre di più ad egemonizzare la politica regionale, per far sì che le scelte vengano orientate alla soluzione dei sempre maggiori problemi dei cittadini.
“Umbria Civica, che a Todi alle elezioni aveva sostenuto il progetto civico del candidato Sindaco
Floriano Pizzichini” – dice Arcudi in una nota – “è aperta al contributo e alla collaborazione di tutte
le esperienze civiche locali che si riconoscono in un modello di politica pragmatica, riformista e
post ideologica. Tutte caratteristiche che il Gruppo Per Todi e i suoi rappresentanti istituzionali
hanno dimostrato di avere e che ritengo siano una risorsa per il nostro movimento e per la politica
regionale”. Umbria Civica ritiene inoltre che il percorso, già formalizzato, per la costituzione di un
intergruppo con i rappresentanti istituzionali di Todi Civica, da sempre realtà aderente ad Umbria
Civica, con questa scelta si rafforzi ulteriormente sulla base di un progetto comune nell’interesse di
Todi. Tale percorso consentirà ad Umbria Civica x Todi di essere uno dei principali gruppi
consiliari della città di Todi.
Il Presidente
Nilo Arcudi
Il Segretario Regionale
Filippo Schiattelli
I Segretari Provinciali
Lorenzo Schiarea e Andrea Di Fino

Piero Dorazio. Luce + Colore + Velocità

Sabato 06 Maggio verrà inaugurato a Todi, alle ore 12:00, presso la Sala delle Pietre dei Palazzi Comunali, il progetto espositivo diffuso – ideato e curato da Matteo Boetti – U.N.A. United Nations of Artists, la prima di una serie di mostre in spazi eterogenei dislocati in luoghi iconici della Città.

La Tower Gallery di Diego Costantini prosegue il suo impegno nella valorizzazione della città di Todi attraverso progetti ed eventi legati all’Arte Contemporanea. Dalla promozione di giovani artisti, che hanno instaurato un dialogo con gli spazi rinascimentali del Tempio di Santa Maria della Consolazione, all’omaggio ad artisti conosciuti a livello internazionale, che hanno scelto l’Umbria come luogo d’elezione per vivere e lavorare. Sabato 27 maggio vogliamo esaltare e raccontare il legame che ha avuto Piero Dorazio, massimo rappresentante dell’astrattismo italiano, con Todi e i luoghi limitrofi.

Dopo fondamentali esperienze di livello internazionale che lo hanno visto partecipare alle avanguardie artistiche negli Stati Uniti e in Francia, Piero Dorazio sceglie l’Umbria e Canonica in particolare quale luogo dove trascorrere l’ultima e lunga parte della propria vita, diventando promotore di attività culturali che hanno vivacizzato e arricchito il territorio. Prima tra tutte la creazione di una vera e propria fabbrica di ceramiche, quella di Montesanto, che ha coinvolto ed attratto artisti di calibro internazionale quali Carla Accardi, Achille Perilli, Sol LeWitt e JoeTison.
La Tower Gallery vuole ora rendere omaggio a questo grande artista, dedicandogli una mostra all’interno dei propri spazi attraverso una selezione di opere che dalla fine degli anni ’50 traccia un percorso fino agli anni 2000 e omaggiando l’esperienza della fabbrica di Montesanto mettendo in mostra diversi esempi di ceramica realizzati proprio nel territorio tuderte.

Piero Dorazio. Luce + Colore + Velocità vuole sottolineare, inoltre, il filo che lega la consapevole ricerca dell’artista all’Avanguardia più rivoluzionaria dell’arte italiana: il Futurismo e la figura di Giacomo Balla. Scrive Valerio Rivosecchi: “Se mi si chiedesse di sintetizzare la lunga avventura artistica di Piero Dorazio in tre soli termini, probabilmente quelli che userei sarebbero: entusiasmo, consapevolezza, qualità.Il primo si riferisce a una caratteristica psicologica, al suo modo di rapportarsi alla realtà, e non solo alla realtà dell’arte. Entusiasmo significa affrontare scelte coraggiose, vivere con ottimismo il proprio tempo, immaginare il futuro. E’ questa dote a guidarlo fin dall’inizio nella sua instancabile attività di pittore, agitatore di idee, organizzatore di eventi, scrittore e teorico. (…)Tra l’altro si deve soprattutto a lui, già nel 1950, la “riscoperta” di un maestro come Giacomo Balla e, più in generale, la valutazione complessiva del Futurismo come contributo essenziale alla dinamica europea delle avanguardie storiche. Una valutazione fino a quel momento resa impossibile dall’equazione Futurismo-Fascismo e dalla conseguente damnatio memoriae.”

Per rinnovare, inoltre, l’impegno nella promozione e valorizzazione di uno dei simboli della città di Todi, il Tempio di Santa Maria della Consolazione, una sezione del catalogo, “Arte al Tempio”, vedrà esaltare un nuovo dialogo tra contemporaneo e rinascimento attraverso la collocazione di una scultura in plexiglass dell’artista all’interno degli spazi del Tempio corredata da un commento del critico d’arte Enrico Mascelloni e dello straordinario intervento che fece Claudio Strinati in occasione della conferenza organizzata nel 2019 in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca che ha visto il Tempio quale protagonista dell’architettura rinascimentale mondiale.

ISTAT: A TODI NEL 2022 È CONTINUATO IL CALO DEMOGRAFICO (-107 RESIDENTI)

L’osservatore Tuderte.

Lo scorso 3 gennaio, con ammirevole tempismo, il Comune di Todi ha diffuso un comunicato stampa che annunciava l’avvenuta svolta della dinamica demografica. Il quotidiano online iltamtam.it titolava «Todi, torna a crescere il numero dei residenti» e così proseguiva «Il dato, che vede l’arrivo di 448 nuovi cittadini, compensa anche se di poche unità, lo sbilancio tra decessi e nascite ed emigrati…Si tratta di poche unità (+5), ma sufficienti a segnare una inversione di tendenza, dovuta soprattutto al numero crescente di persone che stanno scegliendo di vivere e risiedere a Todi da altre regioni d’Italia, oltre che dall’estero». Tanto per iniziare l’anno con un po’ di ottimismo, che non fa mai male, il sindaco non è riuscito a trattenere il suo entusiasmo «Si tratta di un dato sorprendente che vede esplodere una tendenza che avevamo iniziato a registrare già durante la pandemia, ma che nel 2022 è cresciuta sensibilmente».

La notizia, come era prevedibile, ha immediatamente trovato la sua esplosione comunicativa nella pagina Facebook del Comune di Todi che nell’arco di due giorni ha pubblicato gli articoli dei solerti corrispondenti locali della carta stampata (la Nazione, il Messaggero, il Corriere dell’Umbria) e postato la notizia riportata da cinque siti informativi online (Tuttoggi.info, Mediotevereoggi.it, Orvietosi.it, Umbria Journal, Lavocedelterritorio.it). In fondo una “buona novella” va sempre annunciata al popolo nel modo più adeguato. Ma in questo caso la “buona novella” avrebbe dovuto suscitare più di qualche dubbio anche in chi, nella struttura comunale, si interessa di questo argomento perché la dinamica della popolazione tuderte, resa nota mensilmente dall’Istat, tutto faceva prefigurare tranne che una inversione di tendenza. Infatti, sulla base dei dati pubblicati a novembre, la possibilità che a fine anno si potesse verificare una crescita, seppur minima, del numero dei residenti era affidata alla bontà di Gesù Bambino che a Natale avrebbe dovuto deporre ai piedi del luminoso albero di Natale in piazza almeno un centinaio di nuovi abitanti. Ma così non è stato: lunedì 20 marzo l’Istat ha reso pubblici i dati relativi all’andamento demografico del 2022 dai quali risulta che i residenti del comune di Todi al 31 dicembre dello scorso anno erano 15.682, in calo di 107 unità rispetto ad inizio periodo. Quindi è evidente che il miracolo non c’è stato e la svolta annunciata, ancorché desiderabile, è rimasta nel mondo dei desideri. Speriamo che quanto avvenuto possa servire da insegnamento: i dati statistici meritano rispetto e non debbono essere piegati superficialmente alla propaganda.

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Todi, 300 mila euro per la strada di Frontignano

Nuovo stanziamento regionale per risanare fenomeno franoso. Altri quattro cantieri al via per sistemare la viabilità nelle frazioni

Assegnati 300 mila euro per la mitigazione del rischio idrogeologico nei pressi della frazione di Frontignano, lungo la strada provinciale 417, fra il km 1,3 e il km 1,8, nel comune di Todi. La somma è stata stanziata dalla Giunta regionale nella seduta dello scorso 7 aprile, a valere sul fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, ed assegnata alla Provincia di Perugia per l’attuazione dell’intervento.
“Grazie all’ottimo lavoro di interlocuzione con la Regione, che riserva sempre grande attenzione alle istanze del territorio tuderte – sottolinea il Sindaco di Todi Antonino Ruggiano – si potrà mettere in sicurezza un ulteriore tratto di viabilità locale, oggetto di un annoso fenomeno franoso. Un ringraziamento doveroso a nome dell’Amministrazione comunale va alla presidente Tesei, all’assessore al bilancio Paola Agabiti e all’assessore alle infrastrutture Enrico Melasecche”.

L’intervento, ricompreso in un più articolato programma regionale da 2,5 milioni di euro, prevede 12 cantieri finalizzati a un miglioramento idraulico del sistema di raccolta e di scorrimento delle acque, la pulizia delle aree maggiormente pericolose, specialmente a ridosso dei centri abitati, e riduzione della velocità in situazioni in cui la forza dell’acqua contribuisce con una erosione non controllata. Tre cantieri, invece, tra cui quello di Todi, prevedono il miglioramento della percorribilità della rete viaria, con l’eliminazione del rischio dissesti e frane.

Altri interventi, della stessa tipologia, riferiti alla strada di Fiore (574 mila euro) e Asproli-Porchiano (1 milione di euro), per le quali sono stati già firmati i contratti con le ditte esecutrici, oltre a Torregentile (534 mila euro) e Via Ciro Alvi (270 mila euro), i cui affidamenti alle imprese sono in fase di  formalizzazione, vedranno a breve l’attuazione a valere su fondi comunali e del PNRR.

A Todi una stagione teatrale da applauso

Oltre 300 presenze per ognuno dei 10 spettacoli in cartellone. Abbonamenti stabili, sbigliettamento cresciuto del 40%

Una media di oltre 300 persone a spettacolo contro i 218 della stagione dell’anno precedente. E’ uno dei dati del positivo consuntivo del cartellone di prosa del Teatro Comunale di Todi, che si è chiuso mercoledì sera, al termine di un “viaggio” in dieci date, una in più del 2021/22. Gli abbonati hanno toccato quota 255, di cui 135 sottoscritti dagli studenti delle scuole superiori e medie della città, numero pressoché in linea con il passato più recente. A far crescere le presenze è stato dunque lo sbigliettamento spettacolo per spettacolo, che ha registrato in media un aumento del 40%. Tra le proposte in cartellone, “Il cacciatore” e “Chi ha paura di Virginia Woolf” sono quelle che hanno avuto il miglior successo, registrando praticamente il tutto esaurito, ovvero le 500 presenze che sono il limite di capienza della struttura teatrale tuderte.

Soddisfazione per i risultati raggiunti sia da parte del Teatro Stabile dell’Umbria, cui si deve l’allestimento della stagione, che dell’Amministrazione comunale di Todi, la quale ha collaborato nelle scelte e nell’organizzazione e promozione. “Temevamo che la disabitudine dettata dal periodo pandemico potesse influenzare negativamente la partecipazione degli appassionati – sottolinea l’assessore alla cultura Alessia Marta – mentre invece abbiamo registrato una risposta più che incoraggiante, in grado di vivificare la vita sociale e culturale cittadina”.

“La scelta di aumentare il numero delle date e di puntare su rappresentazioni di qualità ha premiato – è il commento del Sindaco Antonino Ruggiano – indicando una strada alla quale, sempre in sinergia con il TSU, intendiamo dare continuità in futuro, in coerenza con l’identità di una città che fa della cultura una delle sue cifre distintive tutto l’anno“.

GUERRE, ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI E PACE.

   La quarta ed ultima parte dello studio del dott. Gentili.

La Repubblica semipresidenziale dell’Ucraina (che significa “terra di confine“), con il Presidente eletto direttamente dal popolo, è un Paese molto vasto con  oltre 42 milioni di abitanti e con capitale Kiev. Il suo territorio è stato la culla dello Stato slavo medioevale dal quale si è sviluppato lo Stato russo moderno (Rus’ di Kiev). L’Ucraina nel XIX secolo aveva visto il suo territorio diviso tra la Confederazione di Polonia e l’Impero russo. Durante la rivoluzione russa del 1917 un movimento nazionalista aveva fondato a Kiev la Repubblica Popolare Ucraina. A seguito del trattato di Brest-Litovsk del ’18,  che aveva sancito la vittoria degli Imperi centrali sul fronte orientale nonché la resa e l’uscita della Russia bolscevica di Lenin dalla prima guerra mondiale, la Repubblica popolare Ucraina era diventata alleata dell’Impero tedesco finendo però per essere esautorata dalle forze germaniche che vi installarono un governo “fantoccio” e invasero anche la Crimea. Il trattato di Versailles del ’19 che, insieme ad altri trattati, pose fine alla guerra mondiale cancellò ufficialmente anche la pace di Brest-Litovsk. Nel frattempo a Charkiv era stata fondata anche la Repubblica Sovietica Ucraina che nel ’22 è stata tra i membri fondatori dell’URSS. L’Ucraina dopo aver proclamato unilateralmente (come tutte le altre 14 Repubbliche) la sua indipendenza nel ’91 all’atto della dissoluzione dell’URSS, si era anche dichiarata Stato neutrale. I successivi piani di adesione alla NATO voluti dal Presidente V. Juscenko, eletto nel 2005, dopo la c.d. “rivoluzione arancione” contro i presunti brogli elettorali del suo avversario e la ripetizione delle elezioni, con il partito Ucraina Nostra di centro-destra riconducibile al conservatorismo liberale e all’europeismo, erano poi stati messi da parte del successivo Presidente V. Yanukovic che, eletto nel 2010 con il partito delle Regioni di centro e filorusso, aveva scelto invece di mantenere l’Ucraina come Paese non allineato e nel ’13 non aveva firmato nemmeno l’accordo di associazione con l’UE. L’Ucraina tra l’altro risulta conservare ancora lo status di”osservatore” nel Movimento dei paesi Non Allineati (NAM) con le principali potenze mondiali (o c.d. “Superpotenze”), che era contro la logica dei due blocchi contrapposti e a sostegno della pace e del disarmo internazionale. Il NAM, costituito nella conferenza di Belgrado del ’61 e in auge soprattutto negli anni del bipolarismo USA-URSS, conta ancora oggi 120 Stati membri e 14 Stati osservatori.

Nel 2014 c’è stata la Crisi della Crimea che aveva fatto parte prima della Russia imperiale e poi anche dell’Unione Sovietica come Repubblica Socialista Sovietica Autonoma (RSSA di Crimea con capitale Sinferopoli) dal 1921 fino al 1945, anno in cui aveva anche ospitato la Conferenza di Jalta, dopo l’invasione tedesca della penisola e la riconquista sovietica durante la guerra mondiale. La Crimea era stata quindi annessa dal ’21 all’allora Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa (RSFSR, divenuta l’odierna Federazione Russa dopo la dissoluzione dell’URSS) ma nel ’54 era stata ceduta per donazione (cfr. parte terza)  dal Presidente russo Krusciov all’Ucraina, la quale l’aveva amministrata fino alla crisi del ’14. La crisi è avvenuta a seguito dell’annullamento di tale atto di donazione da parte della Duma di Stato (la Camera bassa prevista nella Federazione Russa dalla nuova Costituzione introdotta dal Presidente B. Eltsin nelle prime elezioni presidenziali dirette del ’93) e con l’occupazione militare e la riannessione alla Russia  dopo l’avvenuta proclamazione dell’indipendenza dall’Ucraina nel marzo ’14 da parte delle autorità della Repubblica di Crimea e di quelle della città federaledi Sebastopoli, nuova capitale della Repubblica. Le stesse autorità della nuova Repubblica di Crimea il 18 marzo ’14 hanno firmato l’adesione alla Federazione russa in base all’esito di un referendum popolare, peraltro non riconosciuto dalla gran parte della comunità internazionale che anzi ha adottato sanzioni politiche ed economiche ma al solito scarsamente efficaci.

La Federazione Russa (o più comunemente Russia) è lo Stato transcontinentale (del supercontinente Eurasia) più vasto del mondo e conta circa 145 milioni di abitanti. La nuova Russia del dopo ’91 è una Repubblica semipresidenziale federale che con il primo Presidente B. Eltsin ha realizzato sia la transizione verso un’economia basata sul mercato (anche se le privatizzazioni sono servite più che altro ad arricchire gli oligarchi russi) che la svolta verso una democrazia rappresentativa,diversamentedall’ex Unione Sovietica che era basata su un’economia pianificata in cui lo Stato possedeva i mezzi di produzione in rappresentanza del popolo e in cui vigeva un vero e proprio regime monopartitico. Il potere legislativo in Russia è in capo all‘Assemblea federale bicamerale composta dalla Duma di Stato (o Camera bassa) di 450 membri e dal Consiglio federale (o Camera alta) di 166 membri. Il potere esecutivo è in capo al Governo della Federazione, composto dal Primo ministro, dai Vicepresidenti e dai Ministri federali. Il Presidente della Federazione russa, che risiede al Cremlino, è Capo dello Stato, non è membro del Governo ma è Comandante in capo delle forze armate, con tendenze autocratiche  di controllo e censura sulle  libertà principali (la c.d. nuova “autocrazia elettiva”). Nella Russia del post Eltsin, dopo i due mandati quadriennali maggio ’00-’04 e maggio ’04-’08 di V. Putin sostenuto dai partiti conservatori Unità e Russia Unita c’è stato quello di maggio ’08-’12 del Presidente D. Medvedev supportato dal partito Russia Unita e con Primo Ministro Putin. Nell’elezioni presidenziali (con sistema a doppio turno) del maggio ’12 e del maggio ’18 è stato rieletto Presidente V. Putin del partito conservatore e nazionalista Russia Unita, rispettivamente con  il 63%  e con il 76% dei voti, per una durata del mandato presidenziale riportata a 6 anni dal ’12 sempre con il limite di due mandati consecutivi e con primi Ministri Medvedev e dal ’20 M. Misustin.   

In concomitanza con la crisi di Crimea si sono sviluppati anche moti di protesta antigovernativi nella regione ucraina sud-orientale del Donbass  a maggioranza russofona, dando luogo ad una guerra civile iniziata nell’aprile ’14 tra le forze separatiste filorusse e le forze governative dell’Ucraina. La guerra ha portato alla costituzione delle due repubbliche popolari di Doneck e Lugansk,alla dichiarazione unilaterale d’indipendenza dall’Ucraina nel maggio ’14 a seguito di un referendum criticato dall’Occidente  e al loro riconoscimento formale da parte della Russia il 21 febbraio ’22 trovando di fatto continuazione nel devastante e cruento conflitto scatenato tre giorni dopo dalla Russia e tuttora in corso. L’Ucraina nel frattemposi era  anche ritirata ufficialmente dalla Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) nel maggio ’18 durante la Presidenza di P. Porosenko (giugno ’14-maggio ’19) del partito di destra nazionalista denominato Solidarietà Europea, che aveva vinto le elezioni presidenziali del maggio ’14 con il sostegno del partito Ucraina Nostra di centro-destra. Nel giugno ’14 il Presidente Porosenko aveva anche firmato la seconda parte dell’accordo di associazione Ucraina-Unione Europea (che però non era richiesta di adesione all’UE)già in parte firmato nel marzo ’14 dal Presidente ad interim O. Turcinov del partito Patria di centro-destra conservatore, nazionalista e filo-europeo, subentrato al Presidente Janukovic destituito nel febbraio ’14. Nelle elezioni del maggio ‘19 è stato eletto al ballottaggio con oltre il 73% dei voti e per 5 anni (sconfiggendo il ricandidato Presidente uscente Porosenko) l’attuale Presidente V. Zelensky, attore, regista, comico e politico del partito Servitore del Popolo che ha lo stesso nome della serie televisiva di satira politica ucraina incentrata sulla figura, da lui interpretata, di un professore di storia di un Liceo imprevedibilmente eletto Presidente dell’Ucraina. Il partito era stato  fondato nel marzo ’18 dallo stesso Zelensky e dallo staff della serie televisiva allora come forza politica filorussa che si opponeva alla politica di ucrainizzazione e con un Zelensky che addirittura voleva il russo come lingua ufficiale dell’Ucraina. Quel partito ha poi cambiato orientamento in senso favorevole alla centralizzazione del potere ea un Presidente forte (tendenza ricorrente nelle Repubbliche presidenziali o anche semipresidenziali)  ediventando un partito nazionalista, populista e atlantista favorevole all’adesione dell’Ucraina sia all’UE che alla NATO specialmente dopo l’invasione russa del Paese nel febbraio ’22. L’invasione  ha fatto seguito ad  un’accentuazione della tensione tra i due Stati dovuta sia alle prolungate manovre militari degli eserciti russi e bielorussi lungo il confine ucraino che al rifiuto della NATO di assicurare la sua non espansione verso est,come richiesta dalla Russia, che la considera pericolosa per la sua sicurezza nazionale.

Tra l’altro anche la Finlandia e la Svezia, Stati membri dell’UE dal ’95 e tradizionalmente Paesi neutrali, dopo l’aggressione russa all’Ucraina del febbraio ’22 hanno cambiato radicalmente posizione, avanzando richiesta congiunta di adesione alla NATO nel maggio ’22.   Questo futuro allargamento a nord della NATO (la Norvegia ne era già membro fondatore) sicuramente creerà ulteriori attriti nelle relazioni tra gli Stati Nato e la Russia, aprendo anche un nuovo fronte nell’Alto Nord (High Nord) considerato soprattutto che la Finlandia ha in comune con la Russia una frontiera di oltre 1.300 km. Con l’attuale Presidenza americana del democratico J. Biden ( già Vicepresidente dal ’09 al ’17 durante i due mandati del più cauto Presidente B. Obama) sin dalla sua elezione nel gennaio ’21  è apparso pienamente confermato l’approccio inclusivo per l’ingresso nella NATO sia dei Paesi dei Balcani che anche degli Stati più problematici (rispetto alle relazioni con la Russia) come l’Ucraina e la Georgia non togliendoli dall’agenda della NATO ed anzi favorendo tale ingresso sia per l’Ucraina dopo che Mosca vi ha mandato i carri armati che per le recenti richieste di Finlandia e Svezia

Sta di fatto  che la NATO comunque già oggi dispone di numerose basi e contingenti militari di stanza, oltre che nei Paesi dell’Europa occidentale, anche in quelli dell’Europa orientale dell’ex patto di Varsavia e in particolare in quelli più verso est della Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Bulgaria e persino nei tre Paesi baltici (ex membri dell’URSS) della Lituania confinante con la Bielorussia e della Lettonia ed Estonia confinanti direttamente con la Federazione russa. Se da una parte l’allargamento ad est della Nato è stato visto dai nuovi Stati membri come uno scudo efficace contro eventuali politiche aggressive della nuova Federazione Russa, dall’altra anche la Russia postcomunista  ma ultranazionalista del Presidente Putin ha considerato il progressivo allargamento ad est dell’Alleanza militare atlantica come una potenziale minaccia nei suoi confronti. Si è così ricreato di fatto un clima da quasi nuova “guerra fredda” ed anzi dal febbraio’22 molto “surriscaldata”, tra blocchi contrapposti divenuti ora però direttamente confinanti, senza nemmeno più la vecchia rete difensiva”esterna” del Patto di Varsavia a suo tempo voluta da Stalin e dai suoi successori dopo la Grande Alleanza (Stati Uniti, Gran Bretagna e Unione Sovietica) che aveva portato alla vittoria finale degli Alleati nella seconda guerra mondiale. Quella rete difensiva per l’Unione Sovietica era anche volta ad impedire eventuali nuovi attacchi e invasioni da Occidente del tipo di quello follemente messo in atto dall’Asse Roma-Berlino-Tokio nel giugno ’41, purtroppo con gravi responsabilità (non deve essere mai dimenticato) anche dello Stato Italiano sotto la dittatura fascista di Mussolini. 

Anche da tutto ciò  è conseguito che le mosse di avvicinamento alla Nato di altre ex Repubbliche socialiste sovietiche (ora Stati indipendenti ma con la “sfortuna” di essere insediati su territori di confine tra le diverse potenze) di fatto sono state poi usate dalla Federazione Russa dei Presidenti Medvedev e Putin sia come pretesto per occupare militarmente tali Stati come accaduto nell’agosto ’08 con la Repubblica della Georgia (designata come “paese aspirante” dal Consiglio Nord Atlantico nel dicembre ’11) e nel ’14 con la guerra del Donbass in Ucraina e sia per ampliare la ridotta sfera d’influenza della Russia post-sovietica. Da ultimo poi la Russia di Putin il 24 febbraio dell’anno scorso ha lanciato una “operazione militare speciale” contro l’Ucraina, una sorta di “guerra lampo” verosimilmente volta a sfondare le linee nemiche e rovesciare il Presidente eletto e il Governo filooccidentale di Kiev sostituendoli con figure filorusse anche per cercare di evitare l’ingresso di quello Stato nella Nato poi però formalmente richiesto nel settembre ’22 dal Governo ucraino. Tale “operazione speciale” è presto fallita per la tenace resistenza ucraina efficacemente promossa e guidata dal Presidente Zelensky  e prontamente sostenuta dai principali Stati occidentali sotto l’alta direzione degli Stati Uniti d’America e in particolare dell’attuale Presidente democratico J. Biden. Sicché l’intervento russo si è trasformato in una vera e propria guerra d’invasione che ha già provocato migliaia di morti da entrambe le parti e tante distruzioni di edifici e impianti sul territorio ucraino, resuscitando anche lo spettro dell’impiego delle armi nucleari inun possibile conflitto atomico che potrebbe portare anche ad una catastrofe globale. Sta di fatto che in questa terribile guerra di aggressione finora non è risultata praticabile alcuna via d’uscita diplomatica né appare all’orizzonte un fattibile accordo tra le parti per arrivare almeno ad un cessate il fuoco ma anzi si sta assistendo ad una progressiva “escalation” del conflitto armato che potrebbe anche sfociare in una guerra mondiale tra la Federazione Russa e la NATO guidata dagli Stati Uniti d’America e i loro rispettivi alleati. Dopo la debacle della Società delle Nazioni sancita dallo scoppio della seconda  guerra mondiale nel secolo scorso, oggi sembra quasi di assistere anche al fallimento dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) che è bloccata dalle sue stesse regole di funzionamento (assolutamente da modificare) e al prepotente ritorno della guerra come il più efficace strumento degli Stati, singoli o in coalizione, per la risoluzione delle controversie tra gli stessi e per il raggiungimento dei loro obiettivi nazionalisti.  

In conclusione è tuttora in corso ed anzi in fase di escalation la guerra d’invasione iniziata oltre un anno fa dalla Russia in Ucraina, la quale riesce a resistere grazie al sacrificio dei suoi cittadini in armi e al costo di tante altre vite umane nelle città bombardate e quasi interamente distrutte, nonché grazie alle consistenti forniture di armamenti anche tecnologicamente avanzati degli Stati occidentali. Tali forniture di armamenti all’Ucraina sono state fatte soprattutto da parte di Stati Uniti d’America, Canada, Norvegia, Polonia, Regno Unito (purtroppo uscito dall’UE nel febbraio ’20)e di Estonia, Lettonia e Lituania (entrate nell’UE e nella Nato dal ’04  e non nella CSI, di cui sono invece membri la Bielorussia e la Moldavia). Occorrerebbe però  che gli Stati nazionali e le loro organizzazioni internazionali si sforzassero almeno altrettanto per individuare di comune accordo e avanzare anche una o più soluzioni oppure una o più prospettive al fine di arrivare quanto prima ad un cessate il fuoco e all’avvio dei necessari negoziati per porre finalmente termine a questa guerra cruenta (e non solo a questa) e per costruire una pace (senza aggettivi, se la si vuole veramente raggiungere) nel continente europeo allargato fino ai monti Urali.

Una possibile prospettiva di pace, allo stato attuale della guerra, potrebbe essere anche quella per cui tutti gli Stati indipendenti dell’Europa orientale,posti tra il Mar Nero e il Mar Baltico e confinanti ad est con la Federazione Russa, data proprio la loro peculiare e critica collocazione territoriale di frontiera, dovrebbero assumere il ruolo dei c.d. “Stati cuscinetto”tra la nuova Federazione russa e la nuova Unione Europea che vede già 21 suoi Stati membri(sui 27 totali) essereanche membri della NATO.  L’UE risulta ancora affidarsi militarmente alla NATO forse per una sua non volontà o incapacità di procedere alla creazione di un’autonoma Difesa comune della “potenza” europeache, nello scacchiere internazionale attuale e futuro, potrebbe avere obiettivi strategici anche parzialmente diversida quelli “planetari” degli USA. I nuovi “Stati cuscinetto”, al limite anche al di là della loro eventuale appartenenza ad un altro Stato nazionale ma come entità autonome, più precisamente potrebbero essere quelli della Repubblica di Georgia (Repubblica parlamentare indipendente dal ’91 e poi membro della Comunità degli Stati Indipendenti-CSI- ma uscitane nel ’09), della Repubblica di Crimea (la 22^ entità federale della nuova Russia a seguito della sua riannessione nel marzo ’14), delle due Repubbliche popolari di Doneck e Lugansk (autoproclamatesi indipendenti dall’Ucraina nel maggio ’14 dopo un referendum e riconosciute formalmente dalla Russia nel febbraio ’22 annettendoli come soggetti federali nel settembre ’22), dell’Ucraina (uscita dalla CSI nel ’14), della Bielorussia,della Lettonia,dell’Estonia e della Finlandia.Tali nove repubbliche orientali dovrebbero diventare un corridoio di Stati  militarmente neutrali,che cioè non possono aderire ad alcuna alleanza militare o schierarsi in conflitti militari. Le Convenzioni dell’Aia, già dal 1907, hanno codificato la neutralità degli Stati come parte del diritto internazionale, statuendo che gli Stati neutrali devono astenersi dall’entrare in guerra, garantire parità di trattamento agli Stati belligeranti nell’esportazione di materiale bellico, non fornire truppe mercenarie agli Stati belligeranti e non permettere agli stessi di utilizzare il proprio territorio. Questi Stati dovrebbero quindi evitare di divenire o rinunciare ad essere membri sia della NATO che di altre organizzazioni internazionali militari dell’est, ferma magari restando la loro facoltà di aderire a organizzazioni sovranazionali come l’Unione Europeao ad organizzazioni internazionali non militari dell’est, però con il vincolo della neutralità e inviolabilità del loro spazio territoriale, marittimo ed aereo.

Fine della quarta e ultima parte

Dott. Alfonso Gentili, già Segretario Generale del Comune di Todi

Progetto “Adolesharing” contro il cyberbullismomunicazione

I risultati di un questionario che ha coinvolto circa 1.000 studenti. A Todi la firma di un protocollo di intesa fra tutti i soggetti dell’area sociale.

AlessiaMarta Assessore al Comune di Todi.

Giovedì 30 marzo a Todi, nella Sala del Consiglio dei Palazzi Comunali, alle ore 10, è in programma la conferenza che renderà pubblici i risultati del progetto “Adolesharing” e vedrà la sottoscrizione di un protocollo di impegno fra i Comuni della Media Valle del Tevere, Pepita Onlus e Fondazione Carolina per contrastare i fenomeni di cyberbullismo. Fra ottobre e dicembre 2022, formatori specializzati hanno incontrato circa 930 studenti, di 48 classi nelle scuole secondarie di primo e secondo grado della Zona Sociale 4 con l’obiettivo di offrire a ciascun gruppo classe per potersi confrontare ed esprimere fra pari su tematiche specifiche, quali il bullismo, le relazioni, il rispetto, vissute e trattate anche in riferimento all’ambiente da loro più frequentato: il digitale.
Dall’attività è emerso come preadolescenti e adolescenti abitino sempre più la rete per curare le loro relazioni a scapito di quelle reali e fisiche, espressione di un disagio affettivo-relazionale post-pandemico causato dall’iper-connesione e dall’assenza totale di conoscenza e consapevolezza delle regole virtuali, dove è facile poter rovinare la propria ed altrui reputazione con un clic. Tali dati sono emersi dalla compilazione di un sondaggio che gli studenti hanno stilato anonimamente durante il laboratorio, volto a comprendere le loro abitudini in rete.
“La sottoscrizione del protocollo – sottolinea l’assessore alla scuola e ai servizi sociali Alessia Marta – segna una tappa importante del lavoro su queste tematiche, un lavoro peraltro condiviso con tutti i Comuni dell’Area Sociale e che ha portato alla costituzione di un tavolo permanente, la cui partecipazione è aperta alle altre realtà educative impegnate a diverso titolo nella prevenzione e contrasto del fenomeno”.
“Occorre lanciare una grande call to action rivolta a tutta la comunità, perché la tutela dei minori online possa diventare un bene comune ed una responsabilità di tutti”, gli fa eco Ivano Zoppi, Presidente di Pepita Onlus e segretario generale di Fondazione Carolina. “Dobbiamo andare verso una rinascita educativa, un nuovo umanesimo digitale – continua Zoppi – per cui la tutela dei minori online è una questione di salute”.
Nel corso della conferenza verrà sottolineato come il rapporto distorto tra minori e web vada letto in una cornice più ampia, perché ogni giorno i giovani affidano alla dimensione digitale la propria reputazione, le relazioni, i sentimenti e l’intimità, nonché la costruzione della propria identità.
Dai questionari emerge fra i ragazzi un forte deserto emotivo che li sta privando della empatia necessaria per comprendere gli effetti delle proprie scelte sugli altri coetanei, espressione di una forte solitudine e incertezza se potersi fidare o meno dell’altro.